Psicoterapia

Psicoterapia

A questo punto ci si può domandare: ma come è possibile che solo la relazione sia il viatico di un processo di trasformazione della sofferenza e dei sintomi?

Come può solo la parola, strumento di lavoro, rappresentare un veicolo di cambiamento?

Torniamo indietro di un passaggio per spiegare che cos’è la psicoterapia e come funziona.

Cos’è la psicoterapia e come funziona

La psicoterapia è l’incontro tra due persone: tra un professionista preparato ad accogliere, contenere ascoltare e dare significato alla sofferenza del paziente, portatore di una domanda.

Questo tipo di incontro accade all’interno di una precisa struttura, il setting, definita da elementi specifici:

  • lo spazio, la stanza nello studio dello psicoterapeuta;
  • il tempo, giorno e ora della settimana;
  • l’onorario, la tariffa da corrispondere e le modalità con le quali farlo;
  • la specificità della relazione, che non è assimilabile né paragonabile a rapporti che quotidianamente intratteniamo ma si tratta di un incontro unico con regole specifiche: ci si da del lei, salvo diversi accordi, non ci si incontra al di fuori del setting né si contatta il terapeuta per temi non attinenti alla cura;
  • l’asimmetria della relazione, che scaturisce dal ruolo diverso che i due partecipanti al percorso rivestono, compresa l’esclusività e la centralità che la persona sofferente occupa.

Queste caratteristiche rendono unico quindi efficace l’incontro clinico poiché offrono al paziente la possibilità di vivere una relazione totalmente diversa da quelle fino a quel momento sperimentate.

La possibilità di essere accolto ed ascoltato senza giudizio, da una mente scevra di preconcetti o deformazioni sulla psiche del soggetto, offre uno sguardo diverso allo stesso su di sé.

In questo senso la relazione, supportata certamente dal contenuto verbale, non verbale, dall’analisi dei sogni e del materiale via via emergente dall’inconscio, fonda l’elemento per eccellenza di un percorso psicoterapico.

Una delle discipline alle quali Jung ha attinto per dare vita alla sua teoria è l’alchimia: “l’incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è una qualche reazione entrambe ne vengono trasformate”. 

Un incontro tra persone inevitabilmente trasforma.

Uno degli aspetti peculiari della teoria e pratica junghiana riguarda il suo considerare l’uomo nella sua completezza.

L’essere umano come depositario di un’anima, non nel senso trascendente o legato a religioni particolari ma nella sua connessione tra le varie dimensioni che lo compongono – psiche, corpo e loro manifestazioni – e il collegamento con la dimensione storica personale e collettiva, nell’ottica dell’individuazione, ovvero la possibilità che la persona realizzi al massimo il suo potenziale al di là delle ferite del passato.

Danilo Dolci in una sua poesia afferma che “ciascuno cresce solo se sognato”…

All’inizio di una psicoterapia “sogno” i miei pazienti proiettati in un futuro, quando si saranno liberati dei sintomi e avranno acquisito un maggiore benesere psicologico e strumenti per affrontare in modo costruttivo la realtà.

Ciò si traduce, in termini pratici, in una attenzione verso il paziente a 360°, un atteggiamento di ascolto costante non solo della parte verbale/mentale ma anche a quella corporea, all’attenzione al presente con uno sguardo sul passato ma una proiezione nel futuro.

Questo atteggiamento rappresenta un punto di forza dell’approccio junghiano e nella mia metodologia di lavoro, che mi porta a guardare all’essere al di là del sintomo e della patologia, a cercare il quid personale che diventerà elemento fondante della cura e della trasformazione.

Questa poliedricità teorico/pratica mi ha permesso negli anni di integrare all’analisi verbale la terapia con EMDR, per sciogliere i nodi i blocchi e i traumi del passato, e la Mindfulness, per liberare la mente dai pensieri ossessivi e calarsi nel presente, tecniche meditative, corporee, immaginative, per immaginarsi nel futuro, concordando l’uso di ogni tecnica con la persona in trattamento.